Autore Topic: Venezia- Lazio 0-2 commenti  (Letto 1023 volte)

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Online cartesio

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Re:Venezia- Lazio 0-2 commenti
« Risposta #100 : Oggi alle 09:01:56 »
Soltanto a fine stagione potremo esprimere un giudizio sulla preparazione fisica.

Alcuni possiamo darli subito, la Lazio sta molto bene fisicamente.
Per altri - quanto durerà questo stato di grazia? -  dovremo aspettare.
e ffforza lazzzio

Ai nostri giorni si può scegliere la propria religione, Hadouch, ma non la propria tribù. D. Pennac, La Prosivendola.

Offline Il lodolaio

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Re:Venezia- Lazio 0-2 commenti
« Risposta #101 : Oggi alle 09:11:04 »
Alcuni possiamo darli subito, la Lazio sta molto bene fisicamente.
Per altri - quanto durerà questo stato di grazia? -  dovremo aspettare.

Ma se stare bene oggi volesse dire stare male a marzo ci faccio poco.
"A noi la qualità cià rotto il cazzo.
VIVA LA MERDA!"

Online cartesio

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Re:Venezia- Lazio 0-2 commenti
« Risposta #102 : Oggi alle 10:10:10 »
A marzo avresti fatto due terzi di campionato, se la classifica fosse buona anche peggiorare un po' potrebbe essere accettabile. Dipende anche dalle altre squadre. È quello che succede nelle gare di durata, c'è chi imposta la gara su una buona partenza, chi su un buon finale, e non sono gli unici approcci possibili.

Peraltro invece di preoccuparsi ora si potrebbe aspettare marzo per vedere cosa succede.
e ffforza lazzzio

Ai nostri giorni si può scegliere la propria religione, Hadouch, ma non la propria tribù. D. Pennac, La Prosivendola.

Offline Gascoluisveron

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Re:Venezia- Lazio 0-2 commenti
« Risposta #103 : Oggi alle 13:10:00 »
A. Me sacchi ha sempre dato l'idea di uno capitato per caso ad allenare una squadra stellare, che ha visto funzionare i movimenti naturali di quei campioni e glie li ha fatti ripetere fino alla noia (dei giocatori stessi) e che, tentando poi di replicarli con altri giocatori, non sia mai, ovviamente, riuscito a ripetersi altrove. Anche perché snaturare i giocatori per adattarli ad un modello non li fa mai rendere al 100%

Andiamo per gradi perche' alcune cose che hai scritto, sono in effetti esattamente come tu dici: alla fine al Milan e' vero che Sacchi ha trovato giocatori di livello stellare con le caratteristiche mentali e fisiche per applicare il suo tipo di calcio.

Quindi e' vero come dici tu che Sacchi ha avuto la fortuna di allenare una squadra  eccezionale.

Non credo pero' che sia capitato li' per caso (qualcuno ha gia' fatto l' esempio del Parma e del Rimini dove Sacchi applicava gia' quel tipo di calcio e Berlusconi se ne accorse): tra l' altro, Sacchi applico' il suo calcio anche con buoni risultati pure se io parlo piu' che altro dei suoi concetti tattici e del suo gioco innovativo per l' epoca.

Chiaramente in base alla proporzione delle squadre messe a confronto.

Ragion per cui i suoi movimenti in realta' funzionavano gia' prima del Milan e con altri calciatori pur non potendo avere lo stesso impatto poiche' il tasso tecnico del Milan era di un livello stellare!

Sacchi, faceva ripetere i movimenti difensivi e gli schemi offensivi in maniera ossessiva (in una parte minore rispetto agli schemi del 4/3/3 di Zeman perche' il 4/3/3 contiene piu' schemi possibili e anche maggiori rispetto al 4/4/1/1).

Comunque, Sacchi lavorava anche sugli schemi (movimenti offensivi), per esempio a differenza di Sarrii: e questa e' una grande differenza a favore di Sacchi a mio avviso a livello di completezza.

Su un punto hai assolutamente ragione: gli schemi per funzionare devono essere applicati a velocita' altissima e per ottenere questo risultato  devono essere provati e riprovati in allenamento fino a farli diventari quasi automatici.

Ragion per cui il limite degli schemi puo' essere l' altissimo stress a cui i giocatori vengono sottoposti (o venivano, sottoposti).
 
E' un gioco che una squadra puo' applicare per 2-3 anni poi mentalmente si molla e si scoppia.

Era una caratteristica degli allenatori anni 90' i quali applicavano veramente la zona purissima rispetto a oggi: Zeman, Sacchi e Van Gaal erano maniacali e ossessivi nei movimenti e negli schemi.

La stessa cosa di Sarri ma con una differenza: gli altri tre applicavano un calcio totale con anche molti schemi offensivi dalla trequarti in su, oltre ai movimenti sistematici difensivi (come il fuorigioco sistematico).

Sarri non utilizza schemi dalla trequarti in su come sai ma si affida all' estro dei singoli pero' per portarti fino alla trequarti come sempre sai e' altrettanto maniacale e pretende delle cose ossessive di difficilissima applicazione.

A mio avviso con gli schemi e con un calcio piu' verticale le difficolta' nell' andare in gol sono ed erano minori e soprattutto la stanchezza mentale veniva assorbita meglio perche' i calciatori si rendono conto che esiste una finalizzazione di tutto il gran lavoro svolto.

Con il metodo-Sarri la stanchezza mentale puo' arrivare prima se non si hanno campioni davanti poiche' i movimenti ossessivi riguardano solamente la fase senza palla o quella con la palla ma in un calcio fatto di passaggi ravvicinati, soprattutto in orizzontale e fino alla trequarti avversaria (non oltre).


Il limite degli allenatori integralisti e' proprio quello elencato da te: alla fine per il modulo, snaturano alcuni calciatori.

Vale anche per il primo Eriksson ma non per il secondo e terzo Erikssonil quale riusci' a mescolare conoscenze tattiche a un' elasticita' mentale fuori dalla norma.

Persino Van Gaal tento' di ripetere piu' volte il gioco del suo Ajax senza piu' riuscire nel suo intento: alla fine, si dimostro' un grande perche' lo capi' e come Eriksson divento' un tecnico elastico iniziando di fatto una nuova carriera da allenatore.

Tra tutti questi, solamente Zeman riusci' a ripetere lo stesso tipo di gioco con piu' squadre, attraverso lo stesso modulo: Foggia, Lazio, Pescara e poi di nuovo al Foggia.

Perche' Zeman, aveva la capacita' di capire le caratteristiche dei giocatori (capi' subito che Nesta sarebbe stato un grande centrale di difesa piuttosto che un terzino), attraverso degli adattamenti pero' all' interno dello stesso modulo 4/3/3.

Tipo il 4/3/3 asimmetrico di cui ho parlato, utilizzato in parte nel suo Foggia e nettamente nella Lazio!

Nel 4/3/3 a Pescara, Zeman torno' al 4/3/3 simmetrico in base alle caratteristiche di quei calciatori.

Pero' all' interno di uno stesso modulo.ci sono dei limiti: per esempio il 4/3/3 di Zeman era inapplicabile senza un centrale di centrocampo molto forte e con capacita' molto alte nelle verticalizzazioni (compresa una buona fase difensiva).

Senza il centrale con queste caratteristiche precise non funzionavano i tagli delle ali, i movimenti in profondita' della prima punta e gli incroci sempre delle ali.

La Lazio di Zeman senza Di Matteo divento' irriconoscibile.

Lo sarebbe stato anche il Foggia senza dibiagio o il Pescara senza Verratti.

Quello che vedo oggi in Italia sono degli allenatori comunque integralisti (per la maggior parte), pero' senza il livello delle conoscenze degli allenatori citati.

Tutto, secondo me: poi tu queste cose le sai meglio di me perche' sei preparatissimo a livello tattico.

Possiamo dire che la perfezione non esiste ma possiamo anche dire che alcuni allenatori sono o sono stati piu' bravi di altri: ognuno con la propria metodologia.