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« Ultimo post da Goemon Sabato 3 Ottobre 2026, 21:00:04 »
Al di là della capienza a me fa inorridire come verrà costrutio quel cesso storico solo per far un favore a palazzinari e politici.
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« Ultimo post da Goemon Sabato 3 Ottobre 2026, 20:55:16 »
@Zak McKracken
Oddio, se ripenso a quella partita un po' il culo mi rode visto che mollammo completamente sul 5-1 (e alla fine mancava ancora parecchio) e incassammo un'evitabilissima doppietta di Ventola... quei due gol per me guastarono un po' quella vittoria
5-3 è un risultato che fa rumore ma a conti fatti vincere con 2 gol di scarto a Milano non è "storico" [/quote]
Fu la mia prima a San Siro sponda nerazzurra una goduria immensa ecco perché l'ho messa tra le memorabili. Il 3-1 del mancio qualcosa di meraviglioso. Pubblico annichilito
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« Ultimo post da cartesio Sabato 3 Ottobre 2026, 20:33:42 »
Ho preso anche qualcosa che voglio centellinare. Non ho fretta di finirlo. 
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« Ultimo post da cartesio Sabato 3 Ottobre 2026, 20:30:55 »
Oggi ho comprato e iniziato a leggere "Le canaglie" di Angelo Carotenuto, pubblicato da Sellerio. Scritto in modo molto originale, mischiando dialetto e italiano. 
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« Ultimo post da Frank 73 Sabato 3 Ottobre 2026, 19:35:36 »
Se la Lazio ha un potenziale, se le cose vanno più o meno bene, di 40 mila spettatori, uno stadio di 45 mila è insufficiente. Si sottovaluta la percentuale dei posti "popolari" dello stadio, che vanno distinti da quelli di "tribuna" (Tevere e Monte Mario per capirci). Sono due capienze che vanno tenute separate come fossero due stadi e analizzate distintamente. Il totale tra i due ci fornisce la capienza complessiva ideale. Solo riferendoci agli abbonati dello scorso anno, su trentamila circa 22 mila erano gli abbonati in curva e distinti. Questa tipologia di spettatore tendenzialmente, se non trova il posto popolare, la guarda a casa, non acquista una tribuna. Un Flaminio da 40 o 45 mila posti difficilmente arriverà a 20 mila posti popolari, forse poco più di 15 mila dato che una parte dei popolari va anche riservata ai tifosi ospiti. Quindi, a bocce ferme, la Lazio al Flaminio non riuscirebbe ad assicurare un posto a spettatori che normalmente si abbonavano, figurarsi gli spettatori occasionali, quelli che ci vanno ogni tanto o anche con buona frequenza, che potranno accedere ai soli posti di tribuna (desistendo, in diversi casi, e guardandola da casa). E sto parlando di un'affluenza biancoceleste normale, non da grande stagione. Quando vi saranno annate favorevoli, toccherà trasferirsi, se ancora in piedi, all'Olimpico, soprattutto per le grandi partite. Tutto ciò al netto di tutti i problemi del Flaminio che sappiamo. Lo stadio della Lazio deve avere una capienza non inferiore a 50 mila posti, che sarebbero comunque insufficienti nelle partite di cartello (ci sono anche i tifosi ospiti di Juve, Milan e Inter... che, ci piaccia o no, portano soldi, al Flaminio ne faresti entrare poche centinaia, conviene dal punto di vista economico?).
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www.lalaziosiamonoi.it Quattro gol nel primo tempo, due nel secondo, tre per parte. Termina con un pirotecnico 3-3 l'amichevole tra Lazio e Juve Stabia sul campo centrale di Formello. I biancocelesti vanno in vantaggio due volte, e in entrambe le occasioni vengono ripresi: a Noslin risponde Buglio, poi a Zaccagni replica Maistro. Infine il grande ex Sanà Fernandes realizza il gol del 3-2, al quale poco dopo pareggia Pinamonti (che ha anche sbagliato un rigore, parato da Boer). Si chiude quindi in parità la seconda amichevole della squadra di Gattuso in questa sosta per le nazionali, dopo la vittoria di domenica scorsa contro l'Arezzo. Tra una settimana si tornerà a fare sul serio in campionato contro il Monza. LE SCELTE - Solo conferme per Gattuso nell'undici titolare. La formazione messa in campo contro la Juve Stabia è lo stessa vista con l'Arezzo domenica scorsa. Nessun cambio, quindi: ancora Floriani, Doekhi, Diogo Leite e Pedraza di fronte a Motta, poi Belahyane e Farcomeni davanti alla difesa, Serra, Noslin e Zaccagni dietro Pinamonti. Due novità in panchina: recuperati Dele-Bashiru e Filipe Bordon. Assenti tutti gli altri, tra indisponibili e nazionali. PRIMO TEMPO - Dopo trenta secondi Motta è subito chiamato a uscire per anticipare Di Nardo, lanciato in area di rigore. I due sono ancora protagonisti dopo quattro minuti: esce Motta che rinvia il pallone calciandolo addosso a Diogo Leite, sull'errore prova ad approfittarne Di Nardo che viene però placcato dal portiere biancoceleste. Fallo per la Juve Stabia e ammonizione per il numero 40, che poi risponde presente sulla bella punizione di Maistro. Al 9' minuto è sempre Di Nardo a rendersi pericoloso: scambio con Sibilli e tiro in porta, che finisce alto. La Lazio soffre e sbaglia tanto nella prima parte di gara. Ma al 15' ha due opportunità, entrambe con Noslin: prima ruba palla a Maggioni e calcia dalla sinistra da posizione ravvicinata e molto angolata, trovando la parata di Vismara; poi arriva a colpire di testa dopo il cross lungo di Zaccagni, ma senza inquadrare lo specchio della porta. Tre minuti dopo ci prova Farcomeni da fuori, ma la sua conclusione si alza troppo sopra la traversa. Problemi per Pedraza al 23': colpo alla caviglia destra nello scontro con Sibilli, lanciato in contropiede sulla fascia. Dopo l'ingresso dello staff medico, il terzino si rialza e riprende a giocare. Poco dopo, intorno al 26' minuto, Pinamonti prova a iscriversi alla partita. Ma il suo sinistro termina alto. Alla mezz'ora c'è il primo cambio della partita per la Juve Stabia: fuori Sibilli e dentro Piscopo. E dopo di che arriva il vantaggio della Lazio: azione reiterata dei biancocelesti, la palla finisce sulla destra da Farcomeni e sul suo cross è Noslin a staccare più in alto di tutti e a segnare di testa. Ma l'1-0 dura poco visto che la risposta della Juve Stabia è immediata: al 33' Buglio realizza la rete del pareggio direttamente da calcio d'angolo, intercettando sul secondo palo la sponda di un compagno. Cinque minuti più tardi, al 38', la Lazio torna avanti sul 2-1: assist di Pedraza e gol da fuori di Zaccagni, aiutato dalla deviazione di Bettella che mette fuori gioco Vismara. La Juve Stabia però non demorde e al 42' trova anche il 2-2: è Maistro a segnare, che prende la mira da fuori area e buca Motta con un tiro basso, incrociato e molto preciso all'angolino. Il primo tempo termina senza recupero e con quattro reti, due per squadra. SECONDO TEMPO - Due cambi per la Lazio all'intervallo: fuori Floriani e Zaccagni, dentro Lazzari (ora capitano) e Pellegrini, che ora fa l'esterno alto a sinistra nel 4-2-3-1 di Gattuso. Subito una grande occasione per la Juve Stabia con un palo colpito da Piscopo. Rigore per la Lazio al 52': Boer (entrato al posto di Vismara) sbaglia il passaggio verso Battistella, che stende Serra dopo il recupero palla. Dal dischetto però Pinamonti si fa ipnotizzare dal portiere della Juve Stabia, che para il suo tiro dagli undici metri. Al 58' c'è un altro cambio per la Lazio: Dele-Bashiru torna a giocare prendendo il posto di Farcomeni. Rischia tantissimo la squadra di Gattuso sul contropiede dell'ex Sanà Fernandes: lanciato a tu per tu con Motta, il portoghese non riesce a trovare il compagno al centro e Belahyane respinge. Poco dopo il portiere biancoceleste chiude lo specchio della porta a Candellone mettendo la palla in angolo. Al 65' minuto arriva il 2-3 della Juve Stabia. A segnare è proprio l'ex Sanà Fernandes, che ruba il tempo a Lazzari, lo supera e batte Motta con un tocco sotto. La Lazio cerca il pareggio al 71': ci prova Noslin su calcio di punizione da fuori area, ma prende in pieno la barriera. Altre tre sostituzioni per Gattuso al 72' minuto: fuori Pedraza, Motta e Serra, dentro Canali, Renzetti e Montano. Così Pellegrini si abbassa e torna a fare il terzino sinistro. Poco dopo è proprio Canali ad andare vicino al pari: devia il cross di Montano sul secondo palo, ma blocca Boer. Alla fine il 3-3 della Lazio si materializza: si riscatta Pinamonti dopo il rigore sbagliato, segnando da fuori a porta vuota. Altro errore di Boer, che si fa scippare la palla da Noslin. E così il centravanti biancoceleste lo buca in maniera molto semplice. Difende il punteggio Renzetti, rispondendo alla conclusione da fuori di Artioli all'82'. Dopo di che Gattuso inserisce Gatto al posto di Noslin. Si torna quindi al 4-3-3, con Dele-Bashiru, Belahyane e Gatto a centrocampo e il tridente d'attacco composto da Montano, Pinamonti e Canali. Ci prova di testa Pinamonti all'85', ma blocca facilmente Boer. Poi Montano calcia a botta sicura, ma Gallea fa muro in maniera provvidenziale. La partita termina senza recupero sul risultato di 3-3.
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« Ultimo post da Matita Sabato 3 Ottobre 2026, 16:25:55 »
  Per noi servirebbero almeno 45 mila posti Il primo è la Lazio il secondo le merde
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gazzetta.it  Davide ha giocato tutte e tre le partite sin qui disputate dalla Nazionale, Nicolò è rimasto a Coverciano per la trasferta turca ed è entrato in corsa a Parigi. Ricoprono lo stesso ruolo ed è complicato pensarli in campo contemporaneamente, ma il ct è stato il primo a preferire il laziale. Da qualche anno le loro carriere si sono intrecciate. Nell'Inter e nella Nazionale. Se fino alla scorsa estate Davide Frattesi è spesso finito all'ombra di Nicolò Barella o in panchina (anche) a causa di Barella, questo inizio di stagione sta riscrivendo la storia della "strana" coppia di centrocampisti azzurri ed ex nerazzurri. Perché Frattesi è passato alla Lazio proprio per giocare di più e ha iniziato brillare di luce intensa: gol (contro Bologna, Genoa e Udinese) e prestazioni importanti ne hanno fatto un titolare inamovibile per Gattuso. E pure Mancini, che non considera facile utilizzarli insieme (come del resto era successo a Simone Inzaghi, Chivu, Spalletti e Gattuso), adesso valuta quando schierare l'uno e quando l'altro. Perché, inutile nasconderlo, entrambi sono due mezzali destre e, se la teoria che i giocatori bravi possono coesistere è valida anche in questo caso, è altrettanto vero che nessuno dei due rende al top se usato in un altro ruolo del centrocampo. E in questo momento lasciare fuori Frattesi è complicato. BARELLA— A Bursa, lunedì scorso, il Mancio ha fatto una scelta netta: ha lasciato a riposare a Coverciano Barella (che in campionato è stato in campo per tutti i 450 minuti interisti e ha pure segnato con l'Udinese) e ha schierato nell'undici titolare Frattesi, che ha risposto segnando la rete del 2-0 e offrendo una prova maiuscola. Ieri a Parigi entrambi erano disponibili e il ct ha puntato dal primo minuto ancora su Frattesi, che ha sfiorato il gol e offerto una prestazione concreta nelle due fasi. Barella è entrato nella ripresa e ha "amministrato" senza brillare come aveva invece fatto Davide. Forse Nicolò sta attraversando un momento psicologicamente non semplice perché, complice la brutta prova con il Belgio all'esordio in Nations, in questa pausa di settembre-ottobre ha capito di non avere il posto di inamovibile in azzurro che ha sempre avuto garantito dal 2019 in poi. Magari il sardo sarà di nuovo titolare lunedì a Bologna e, con una prova super scaccerà i dubbi, ma intanto, dopo la non convocazione di Bursa, a Parigi è stato in panchina. E Frattesi si è goduto una maglia da titolare, sfiorando la rete numero 10 con la Nazionale. La scelta del Mancio comunque è stata semplice perché in questo momento Davide garantisce esplosività negli inserimenti, attacco alla profondità senza palla, capacità di arrivare dentro l'area, una condizione atletica che gli permette di pressare, recuperare e poi ripartire, ma soprattutto trasmetta la sensazione di poter essere decisivo ogni volta che arriva negli ultimi venti metri. Barella invece è più completo nella gestione del pallone, probabilmente superiore nella rifinitura e nella fase di interdizione. FRANCIA-ITALIA— Per il futuro sarà necessario capire se Nicolò e Davide inizieranno a giocare insieme. A Parigi lo hanno fatto per una ventina di minuti, fino a quando Frattesi non è stato sostituito. L'utilizzo negli ultimi due match di Tonali come regista (Sandro ha fatto benissimo pure in questo ruolo), magari può invitare Mancini a schierare insieme come mezzali i due. Se sarà così, resta da capire se il rendimento sarà per entrambi alto e chi andrà sul centro-sinistra, ma attenzione: contro Turchia e Francia la Nazionale ha convinto perché aveva accanto a Tonali una mezzala che sa palleggiare come Fagioli. Se la formula sarà questa anche in futuro, dunque, i due continueranno a essere alternativi. Lunedì contro la Turchia Frattesi, che ha giocato tutte e tre le gare di Nations (due da titolare), potrebbe riposare. Almeno inizialmente. Perché rinunciare del tutto a uno... elettrico come lui in questo momento non è semplice. E contro la Turchia serve una vittoria per proseguire la corsa al secondo posto oltre che per mettere al sicuro almeno il terzo. Di certo Barella adesso è motivatissimo perché la sua titolarità è stata messa in dubbio e un giocatore come lui non accetta di essere un comprimario. Il duello tra i due per essere titolari nell'Italia è solo all'inizio.
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« Ultimo post da contevlad Sabato 3 Ottobre 2026, 13:31:15 »
Ma chi siamo noi per ostacolare la felicità di un uomo? Se a Reggio Calabria si trova così bene da volersi comprare casa, sarebbe davvero meschino impedirgli di coronare il suo sogno. Si dedichi pure anima, corpo e soprattutto tempo pieno alla Reggina. Noi laziali, pur devastati dal dolore della separazione, cercheremo con grande dignità di sopravvivere alla sua assenza.
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« Ultimo post da violator Sabato 3 Ottobre 2026, 13:06:00 »
sto cercando di capire e non mi sono fatto ancora un'idea precisa di questa questione, è ancora tutto abbastanza nebuloso. L'ubicazione del Flaminio, praticamente al centro di Roma , teoricamente sarebbe un grande vantaggio per la Lazio rispetto al merdodromo di quelli che costruiranno in una zona semi sconosciuta anche per alcuni romani, figurarsi per un turista straniero. Su questo aspetto ha rosicato (e non poco) anche uno come Carlo Verdone, per dire. Sulla capienza sono abbastanza d'accordo con Boksic, non comprendo più chi vuole lo stadione per fare 4 o 5 sold out l'anno. 40 k sono pochini, per me 45 k è sufficiente perché il bacino di utenza ha ancora una sua rilevanza. La Juve ha uno stadio piccolo, mentre quello della Juve per me sarebbe ragionevolmente calzante per noi. Non entro in altri discorsi di subalternità, a mio avviso il divario tra Juve e Torino è enorme da decenni, mentre qui, risultati alla mano, no, nonostante oggettivi sbilanciamenti numerici di utenza. Poi arriverà qualcuno che dirà che lotito ci porterà a diventare come il Torino, tutto è possibile, ma per ora i fatti non dicono questo.
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