a caldo, quel giorno, scrissi questa cosa su LN
la ripropongo anche qua, perchè è passato del tempo ma il dolore è lo stesso
un dolore che, cmq, non ha mai superato la felicità provata in quel momento
14 pagine con le lacrime agli occhi.
3 giorni passati tra l'incredulità e la rabbia, in attesa di poter leggere finalmente queste testimonianze che vengono da Laziali veri, che sono la LAZIO, che respirano LAZIO.
Sono qui, di fronte a questo schermo biancoceleste, in un esilio forzato nel quale mi sono spinto da solo e mi chiedo se valga la pena di smascherare quest'ennesimo bluff che sono.
Vale la pena.
Fosse anche per un minuto.
Vale la pena perché posso scrivere la mia su un Eroe.
Vale la pena perché quell'Eroe mi permette di essere qui.
Vale la pena perché tutti noi, quando urliamo "Lazio! Lazio!" siamo l'eco di quell'urlo belluino del 21 giugno.
Vale la pena perché quel giorno di giugno non riuscii ad urlare ma piansi.
Piansi per 20 minuti.
Non riuscivo ad alzarmi.
Piangevo di un pianto sovrannaturale, che veniva dall'Anima.
Quell'Anima che era stata calpestata, vilipesa, retrocessa e penalizzata ma che un vascorossi in pantaloncini e calzettoni abbassati aveva rianimato.
E poco importava se quel fiato che Lui aveva infuso sapeva di Bacco e tabacco...
Giuliano,
quei 70.000 Spiriti ti spinsero verso la Gloria.
Queste poche righe ti ci faranno restare.
Per sempre.
Grazie Amico.
Roberto