Autore Topic: La ragione Lazio  (Letto 77 volte)

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La ragione Lazio
« : Sabato 15 Aprile 2023, 09:04:14 »
www.corrieredellosport.it



Leggi il commento del Direttore del Corriere dello Sport - Stadio, Ivan Zazzaroni


                   Tempo fa Igli Tare disse che questa Lazio era da zona Champions. E Sarri sincazz: non grad il sovraccarico di responsabilit e attese ritenendo, anche giustamente, di non poter competere, in una stagione dopata di impegni, con organici pi ricchi, mediatici e completi: Napoli, Inter, Juve, Milan. Si parl di freddezza tra i due e tutti notammo che in seguito le scelte dellallenatore interessarono di rado alcuni degli acquisti pi recenti del direttore tecnico (Maximiano, Marcos Antonio, ieri primo gol, Pellegrini, Cancellieri). Tempo dopo, oggi, la Lazio la principale candidata al secondo posto, dietro linavvicinabile Napoli. Non sto considerando la Juve, che si aspetta la restituzione dei 15 punti, perch corre il rischio di perderne altri. Chi aveva ragione? E, soprattutto, cos la Lazio oggi? Non una squadra difensivista eppure ha la migliore difesa del campionato. Non strettamente contropiedista eppure ha alcuni tra i migliori specialisti della ripartenza, dico Zaccagni, Felipe, Immobile (e Pedro e Lazzari). Non dipende pi dal suo centravanti unico, poich i gol che le mancano rispetto alla stagione scorsa sono soltanto nove, poco meno degli undici che mancano a Immobile (che ha saltato per infortunio la met delle partite). Questo il vero miracolo di Sarri. In estate non era data tra le prime quattro eppure - con il vantaggio di una gara - ha 8 punti sulla Roma, 9 sul Milan e 10 sullInter. Milan e Inter che sono due delle prossime otto avversarie. Entrambe a San Siro. Bella (molto spesso), inattesa e efficace ancorch imperfetta, questa Lazio piena di equilibri e disarmonie, arricchita dai tocchi magici e sfrontati di Sergej e Luis Alberto, una squadra che Sarri, il pi antico tra i moderni, e viceversa, pu finalmente plasmare attraverso le ripetizioni sul campo che tanto ama. E che, mi ripeto, nel giro di un anno ha subito ben venticinque gol in meno, una differenza impressionante: 45 contro 20.


E per il battagliero De Laurentiis arriv il tristissimo giorno della scorta

La scorta assegnata in via prudenziale al presidente del Napoli Aurelio De Laurentiis, protagonista di una battaglia di princpi contro certa tifoseria, una sconfitta del calcio italiano e di un Paese costantemente ricattati e minacciati.

Il nostro exploit nel ranking Uefa lo dobbiamo soltanto ai tecnici

Da ieri il calcio italiano ha tre squadre tra le prime dieci del ranking Uefa, graduatoria che considera i risultati ottenuti nelle ultime cinque stagioni: lInter (89 punti) la new entry, ha raggiunto la Roma al nono posto. Ottava la Juve ( 98) che divide la posizione con il Barcellona. Primo il Manchester City (137), che precede Bayern (135), Chelsea (126), Liverpool (123), Real Madrid (115), Psg (112) e Man United (104). Tre fra i migliori dieci eppure siamo il calcio meno in salute tra i top europei : i problemi sono sempre gli stessi, oltretutto gravi. Abbiamo per allenatori che sanno fare con meno risorse degli altri : dobbiamo l exploit a Allegri (Pirlo e Sarri), Simone Inzaghi (e Conte) e Mourinho. Spalletti - il suo Napoli ventesimo - in grado di aggiungersi nel giro di un paio danni; Sarri, con la Lazio oltre il quarantesimo , tagliato fuori. Sorprende il quinto posto del Real di Ancelotti : se Carlo riuscisse a v incere anche la Copa del Rey, in due stagioni avrebbe portato a casa tutti i trofei possibili: Liga, Champions, Mondiale per club, Supercoppa di Spagna, Supercoppa Uefa e, appunto, Copa del Rey. Leconomista Peter Drucker diceva che la gestione fare le cose nel modo giusto; la leadership fare le cose giuste. Ancelotti entrambe le cose e, innanzitutto, un grande allenatore.

                

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