Autore Topic: Lazio, la doppia identit  (Letto 78 volte)

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Lazio, la doppia identit
« : Luned 21 Agosto 2023, 09:00:43 »
www.corrieredellosport.it



Il commento di Stefano Chioffi sul deludente debutto in campionato della squadra di Sarri

                   ROMA - La Lazio ricomincia dalle sue vecchie contraddizioni: a Lecce paga ancora quellanarchia che le era costata errori e rimpianti anche in passato. sparita dalla scena nel momento cruciale della partita. Distratta e superficiale. Ha staccato la spina nel giro di due minuti, quando ha pensato con arroganza e presunzione di avere la vittoria in banca. Una sconfitta che la riporta dentro una realt che carta vetrata: una lezione da memorizzare anche in vista della Champions. La Lazio si illusa. Si specchiata, ha pensato di proteggere l1-0, trasformando cos i suoi pregi in difetti. E il Lecce le ha presentato il conto.

stata la fotocopia della gara di un anno fa. La squadra di Sarri stata ribaltata come allinizio di gennaio. Doppia identit: un gruppo bello e concentrato, oppure fragile e senza logica. la Lazio degli opposti. Eppure la notte di Lecce sembrava baciata dalle stelle. Quando Luis Alberto ha deciso di usare il violino, i biancocelesti hanno cambiato direzione al match. Assist delizioso e gol di Immobile: un classico. Dopo unestate con qualche mal di pancia, tra offerte della Saudi League e litigi con Lotito per il nuovo contratto, lo spagnolo si era presentato a Lecce come un artista vero.


La Lazio delle incoerenze

Una bellezza che svanita durante lintervallo. Gi, perch la Lazio tornata in campo con i bermuda e i sandali. Ha pensato di stare in spiaggia e di poter addomesticare la sfida, rallentando il ritmo e lintensit. Risultato? La cilindrata diminuita e la squadra ha iniziato a sbandare. Felipe Anderson ha sprecato il raddoppio e Immobile ha colpito una traversa. Solo zucchero sfilato. La Lazio si accomodata sul divano. Non riuscita a percepire rischi e pericoli. E cos, nello spazio di due minuti, affogata nel suo atteggiamento e nella sua irrazionalit. Almqvist e Di Francesco lhanno fatta risalire sullaereo per Roma con zero punti e un consiglio spietato: quello di cancellare in fretta le feste per il secondo posto e i 74 punti di un anno fa, perch il passato non concede medaglie e bonus.

Un comportamento che meriter analisi approfondite, questi black-out sono diventati quasi una regola. Quando la Lazio uscita dal binario, neppure Sarri riuscito a correggerla. Si fatta trascinare dalle onde di una gara interpretata in modo sbagliato, con leggerezza. la Lazio delle incoerenze. In avvio si era mossa con ordine: distanze giuste tra i reparti, gestione del pallone, la ricerca del corridoio. Aveva letto con maturit lapproccio, quando nei primi venti minuti il Lecce ha cercato di creare una ragnatela intorno a Luis Alberto e a Kamada, nel tentativo di obbligare la squadra di Sarri ad appoggiarsi in fase di costruzione solo su Cataldi. Non era stata appariscente e brillante, ma il motore funzionava. Aveva disegnato la partita senza snaturare il suo stile, in attesa di fare bingo con Luis Alberto e Immobile. Kamada era piaciuto per intensit e applicazione. Il giapponese ha lavorato anche in copertura, ha giocato spesso a un tocco, si proposto negli inserimenti. Dinamismo, sostanza e un paio di entrate in scivolata, prima di lasciare il posto a Vecino. Sembrava la serata perfetta. Ma laltra Lazio, quella degli enigmi e dei lati oscuri, stava per riapparire. Un comportamento inaccettabile, come ha sottolineato Sarri. Un vuoto di personalit. Ora la soluzione va trovata.

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