Autore Topic: 11 giugno 1989  (Letto 328 volte)

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Offline Er Matador

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11 giugno 1989
« : Mercoledì 12 Giugno 2024, 13:11:59 »
Nella giornata di ieri sono trascorsi 35 anni da una partita di cui riporto il tabellino

Citazione
Campionato di serie B 1988/'89, 37ª giornata

Stadio “Riviera delle Palme”

SAMBENEDETTESE-LICATA 0-1


SAMBENEDETTESE: Bonaiuti, Nobile (53’ Salvioni), Mangoni; Mariani, Torri, Marcato; Ficcadenti, Ermini, Pirozzi (29’ Sopranzi), Valoti, Paradiso (12 Sansonetti, 15 Bronzini, 16 E. Roselli) All. Riccomini

LICATA: Zangara (15’ Bianchi), Campanella, Gnoffo; Baldacci, Miranda, Giacomarro (58’ Accardi); Romano, Tarantino, Sorce, Taormina, La Rosa (14 Mazzarri, 15 Donnarumma, 16 Cuicchi) All. Scorsa

MARCATORI: 73' La Rosa

ARBITRO: Ceccarini di Livorno

NOTE: al 12’ Ermini (S) sbaglia un calcio di rigore

Per quale motivo ricordare – e nella sezione principale – l’anniversario neppure tondo tondo di un evento calcistico in sé degno della rubrica E chi se ne frega?
Perché per il sottoscritto, e forse non solo, tale data rappresenta uno di quei “momenti di Lazio” destinati a rimanere impressi nella mente del tifoso.
Stiamo parlando del periodo che, con la presidenza Calleri e il ritorno in pianta stabile nella massima serie, segna di fatto l’inizio della Lazio contemporanea.
Quello in cui, dopo il lustro a tavolino dell’ingegnere Viola e una disgraziatissima prima metà di quel decennio, la rivalità cittadina recuperava una reale consistenza anche sul piano tecnico.
L’istantanea consegnata alla Storia è, ovviamente, quella di Paolo Di Canio col dito sotto la Sud.
Ma ci sono momenti più personali e irrazionali, in cui si è nitidamente percepita una soluzione di continuità: e con essa il risveglio da un sortilegio, una maledizione.
Per chi scrive è stato proprio quell’11 giugno 1989 e quella sconfitta contro il Licata dei miracoli, che segnava la matematica retrocessione dei padroni di casa dopo otto stagioni consecutive fra i cadetti.
L’anno prima la Lazio abbandonava la seconda serie nazionale; ora l’abbandonava – ma verso il basso – uno fra gli avversari più antisportivi, delinquenziali e negativamente simbolici in quella fase della nostra Storia.
Ebbene, mai come in quell’istante ho avuto la netta sensazione che il peggio fosse definitivamente alle spalle.
E il fatto che, lasciata la serie B, entrambe non vi abbiano fatto più ritorno ha chiuso il cerchio, trasformando una sensazione epidermica del momento in un segnalibro della memoria.

Offline fish_mark

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Re:11 giugno 1989
« Risposta #1 : Mercoledì 12 Giugno 2024, 14:17:05 »
sensazione simile la ebbi l'anno prima della retrocessione in B dell'Avellino. Anche io ebbi la sensazione che un'epoca si era conclusa quella del "difficile campo del partenio", con i goal di Barbadiillo e Juary, le bibite Arnone e la 132 parcheggiata vicino il calcio d'angolo.
un uomo di una certà mi offriva sempre olio canforato, spero che ritorni presto l'era del cinghiale biancoazzurro
STURM UND DRANG
Ganhar ou perder, mas sempre com democracia

Offline Fabio

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Re:11 giugno 1989
« Risposta #2 : Mercoledì 12 Giugno 2024, 14:25:15 »
Sanbenedettese merda!

Online Boksic

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Re:11 giugno 1989
« Risposta #3 : Mercoledì 12 Giugno 2024, 22:22:27 »
Er Matador,

senza sbirciare su Google, sai chi fu il fondatore della Samb?

Offline disabitato

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Re:11 giugno 1989
« Risposta #4 : Mercoledì 12 Giugno 2024, 22:44:53 »
Indovinato senza sbirciare.
Curiosa anche la modalità.
DISCLAIMER: durante la scrittura di questo post non è stata offesa, ferita o maltrattata nessuna categoria di utenti o nessun utente in particolare. Ogni giudizio su persone, cose o utenti rimane nella mente dello scrivente e per questo non perseguibile.

Offline Er Matador

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Re:11 giugno 1989
« Risposta #5 : Mercoledì 12 Giugno 2024, 23:36:52 »
Er Matador,

senza sbirciare su Google, sai chi fu il fondatore della Samb?
Il nome esatto no.
Mi sovviene l'anno (1923) che credo comparisse anche nella denominazione ufficiale del club.
E mi sembra di ricordare che sono nati da una fusione piuttosto caotica di diverse realtà cittadine.
Sarebbe questo l'indizio decisivo?

Online Boksic

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Re:11 giugno 1989
« Risposta #6 : Giovedì 13 Giugno 2024, 00:17:11 »
Il nome esatto no.
Mi sovviene l'anno (1923) che credo comparisse anche nella denominazione ufficiale del club.
E mi sembra di ricordare che sono nati da una fusione piuttosto caotica di diverse realtà cittadine.
Sarebbe questo l'indizio decisivo?

Proprio così. La Sambenedettese condivide il fondatore con un altro tristo  sodalizio, anch'esso frutto della fusione forzata di più realtà cittadine.

Offline Er Matador

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Re:11 giugno 1989
« Risposta #7 : Giovedì 13 Giugno 2024, 05:45:34 »
Proprio così. La Sambenedettese condivide il fondatore con un altro tristo  sodalizio, anch'esso frutto della fusione forzata di più realtà cittadine.
Rispetto al quale, però, vanta qualche anno di storia (con la minuscola) in più: persino la Sambenedettese!
Il che significa due cose.
Da un lato il carattere, quasi genetico, dell'astio ossessivo e della beceraggine che la piccola Marsiglia del Tronto ci ha riservato in quel periodo.
Dall'altro il fatto che quelli, nella loro vergognosa manipolazione in vitro, rappresentano una brutta copia non solo del Napoli ma anche di questa squallida realtà di provincia.
Persino nell'essere fondati da Italo Foschi sono arrivati secondi...

Offline Zio Sergio

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Re:11 giugno 1989
« Risposta #8 : Giovedì 13 Giugno 2024, 08:09:35 »

Ad allenare il Licata che affossò la Sambenedettese era Francesco Scorsa, colui che 15 anni prima (12 maggio 1974) era stato l'eroe del Foggia autore all'Olimpico del fallo di mano dal quale scaturì il calcio di rigore trasformato da Chinaglia che portò il primo scudetto alla Lazio.


Online Boksic

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Re:11 giugno 1989
« Risposta #9 : Giovedì 13 Giugno 2024, 08:55:56 »
Rispetto al quale, però, vanta qualche anno di storia (con la minuscola) in più: persino la Sambenedettese! <img src="https://emoji.tapatalk-cdn.com/emoji41.png" /><img src="https://emoji.tapatalk-cdn.com/emoji23.png" /><img src="https://emoji.tapatalk-cdn.com/emoji38.png" />
Il che significa due cose.
Da un lato il carattere, quasi genetico, dell'astio ossessivo e della beceraggine che la piccola Marsiglia del Tronto ci ha riservato in quel periodo.
Dall'altro il fatto che quelli, nella loro vergognosa manipolazione in vitro, rappresentano una brutta copia non solo del Napoli ma anche di questa squallida realtà di provincia.
Persino nell'essere fondati da Italo Foschi sono arrivati secondi...

A proposito del Foschi, in questi giorni è forte la polemica per il francobollo a lui dedicato. Non sfugge la coincidenza con le rievocazioni di Matteotti in occasione del centenario del suo assassinio; non sfugge il fatto che si stia parlando di uno dei peggiori esponenti del regime fascista.

Nel dopoguerra è stata tracciata una linea - invero molto più in qua di dove dovrebbe essere ma questo è un mio parere - oltre la quale ci sono individui irricevibili in tutto e per tutto, nella storiografia nazionale. Il fatto che questa linea, col tempo, torni sempre più indietro, dimostra come i conti con la storia in questo Paese non siano ancora definitivi.

Lo sdoganamento di Foschi passa soprattutto attraverso la sua figura di dirigente calcistico: ci si chiede come sarebbe stato collocato nell'immaginario, se invece di un certo club rappresentasse la Lazio "dei fascisti"...

Per avere contezza di come l'agiografia romanista ha rielaborato e "ripulito" la figura di Italo Foschi, si confrontino le voci della Treccani online e di Wikipedia, quest'ultima palesemente sotto il ferreo controllo del fideismo giallorosso, come del resto tutte le voci riguardanti il calcio romano.

Online Panzabianca

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Re:11 giugno 1989
« Risposta #10 : Giovedì 13 Giugno 2024, 10:41:43 »
leggervi è un piacere.
Grazie
Li tre parametri daa cornice:

Laziale Laziali lupus

Mal comune mezzo CLaudio

Dalla Paideia all'antrace, salvo
disallineamento

Offline disabitato

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Re:11 giugno 1989
« Risposta #11 : Giovedì 13 Giugno 2024, 14:10:51 »
Bella merda il foschi.
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Offline Wild Bill Kelso

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Re:11 giugno 1989
« Risposta #12 : Giovedì 13 Giugno 2024, 19:43:44 »
Grazie come sempre a Er Matador

Antisemita, lodatore degli assassini di Matteotti, repubblichino e collaboratore dei nazisti come Prefetto della provincia di Belluno e responsabile della deportazione degli oppositori all'invasore tedesco nei campi di sterminio.
Ce ne è abbastanza per cui Foschi andava appeso senza processo.
Cosa? È finita? Hai detto finita? Non finisce proprio niente se non l'abbiamo deciso noi. È forse finita quando i tedeschi bombardarono Pearl Harbour? Col cazzo che è finita! E qui non finisce, perché quando il gioco si fa duro, i duri cominciano a giocare.