Autore Topic: Lazio da impazzire: Cataldi regala i tre punti a Sarri dopo 100 minuti  (Letto 44 volte)

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I biancocelesti vanno avanti 2-0, il Genoa di De Rossi pareggia ma all'ultimo il capitano segna il penalty decisivo

È il minuto 80 di Lazio-Genoa, le squadre sono sul 2-2. All'Olimpico si sente qualche tifoso, ma si sentono anche i gabbiani. È la foto perfetta di una serata surreale: ci sono appena 4mila tifosi dentro lo stadio, tutti gli altri fuori, a protestare per una Lazio che non sentono più loro. In tribuna c'è il presidente Lotito. E c'è anche Alessio Romagnoli: l'ex capitano, il cuore biancoceleste, che prima è stato invitato ad andare via (e lui ha trovato l'accordo in Qatar) e adesso è stato bloccato. In campo, però, ci vanno i ragazzi di Sarri, in un clima, come detto, surreale. Di fronte il nemico di una vita: non il Genoa, bensì il suo allenatore. Daniele De Rossi, anni e anni anima della Roma, oggi allenatore di un gruppo che no, a perdere proprio non ci sta. Si spiega così la reazione dopo che la Lazio si era portata avanti 2-0. Non era facile, nel deserto dell'Olimpico, ma Pedro e Taylor (gran bel giocatore, può solo crescere) avevano dato la scossa ai biancocelesti dopo un primo tempo anonimo. Zaccagni in panchina, Romagnoli sugli spalti, Cataldi capitano e autore del gol del decisivo 3-2, Maldini in campo da una parte, il Genoa in formazione sostanzialmente tipo dal'altra.

Lazio-Genoa, succede tutto nel secondo tempo
La svolta poco prima dell'ora di gioco quando Martin tocca inavvertitamente con un braccio un pallone che Isaksen sta per mettere al centro dell'area. Per Zufferli non è rigore, ma poi viene richiamato al Var e assegna il penalty. Pedro dal dischetto è una garanzia. Passano cinque minuti e la Lazio raddoppia: Isaksen lascia sul posto Martin su lancio di Provedel e serve l'accorrente Taylor che brucia Malinovskyi e segna il 2-0. Passa un altro minuto e sul tiro sempre di Malinovskyi Gila tocca la palla con il braccio. Altro rigore. Sul pallone va l'ucraino che fa 2-1 e riapre i giochi. E pensare che il primo tempo era stato davvero poco interessante: colpo di testa di Vitinha parato da Provedel, colpo di testa di Marusic alto sulla traversa e poco altro. Nel secondo, invece, le squadre si sciolgono e i 4mila dell'Olimpico qualcosa di più vedono: nella Lazio c'è Daniel Maldini, che sbaglia tanto ma si dà da fare, nel Genoa col passare dei minuti cresce Vitinha che infatti a 15' dal termine è lesto a riprendere un pallone aveva scheggiato il palo ed era stato intercettato anche da Provedel. La Lazio accusa il colpo, vola qualche parola di troppo tra Messias e Pellegrini, Sarri e De Rossi in panchina sono due furie. Arrivano i 7' di recupero, Ratkov, su cross di Cancellieri, va a un passo dal 3-2 ma viene bloccato da un braccio di Ostigard che anticipa Bijlow. Per Zufferli, dopo un controllo al Var, è rigore: sul dischetto va Cataldi che prima litiga con Cornet e poi fa 3-2. Esulta con bacio alla maglia e l'Olimpico impazzisce. Per la prima volta si sente un po' di rumore: il silenzio surreale dei 90' è solo un ricordo. E la Lazio torna a vincere in casa dopo due mesi.

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