vero ma per giocare così i forti devono essere davvero fortissimi.
e quelli lo erano.
Ora,una cosa del genere se lo possono permettere meno di 10 squadre al mondo.
I giocatori forti sono sempre imprescindibili ma noi non dobbiamo lottare per lo Scudetto.
In realta' quel metodo (che si usava una volta e che Eriksson da vero studioso ritiro' fuori), serviva e servirebbe per far giocare i migliori nel caso si abbiano dei giocatori "atipici", a livello tattico e quindi di caratteristiche.
Boksic, era un calciatore atipico.
Nedved, idem.
Per non parlare di Veron e di Mihajlovic.
Eriksson e' stato un genio.
Ma quello che fece ha un nome ben preciso a livello teorico: noi conosciamo i moduli e i Sistemi di Gioco (che inglobano i moduli).
Abbiamo pero' dimenticato (come molti allenatori italiani),
"Il Sistema Variabile di Gioco".Esso, ingloba i "Sistemi di Gioco", i moduli, i principi di gioco in pratica tutto.
Che cosa permette di fare il Sistema Variabile di Gioco?
Lo dice la parola stessa, consente di variare durante il corso della partita piu' Sistemi di gioco e di conseguenza piu' moduli.
Non significa passare da un ipotetico 4/3/3 fisso a un 4/2/3/1 ma vuol dire giocare proprio con due o piu' moduli diversi all' interno della partita: per esempio il 4/3/3 per la fase difensiva e il 4/2/3/1 per quanto riguarda la fase offensiva.
Quindi non si parla piu' di movimenti ma di doppio modulo proprio perche' si parte da un Sistema Variabile di Gioco e non di un Sistema di gioco fisso.
Detto questo, la teoria e' una cosa e la pratica e' un' altra: alla fine a livello.pratico e' impossibile apllicare piu' di 3 moduli diversi perche' i giocatori impazzirebbero.
3 moduli, sono gia' quasi impossibili da applicare a livello pratico.
Ma 2 moduli sono assolutamente applicabili anche in atto pratico ed e' per questo che esiste il Sistema Variabile di gioco.
Pero' servono grandi conoscenze tattiche a livello teorico, una grande capacita' nell' insegnare velocemente i movimenti vari nel passaggio tra i due moduli e infine una grande intelligenza o intuito calcistico nel saper individuare i ruoli adatti ai calciatori e nel saper individuare i calciatori piu' forti.
Eriksson era tutto questo messo insieme: oggi in Italia (almeno in serie, A), nessuno utilizza il Sistema Variabile di Gioco e nessuno utilizza un assetto asimnetrico che puo' essere applicato piu' facilmente attraverso il doppio modulo.
Nella Lazio l' unico giocatore atipico e' Gudmundsson (per il 4/3/3 essendo un sotto-punta/trequartista cioe' un trequartista avanzato).
Zeman, avrebbe tranquillamente trovato spazio a Gudmundsson, facendo giocare piu' dietro Zaccagni e spostando leggermente il baricentro della squadra.
Lo faceva gia' ai tempi del Foggia con Signori piu' avanzato rispetto a Rambaudi e con un centrocampo a tre leggermente spostato, dove Shalimov era quello piu' offensivo dei tre.
Non parliamo di movimenti che poi e' normale che cambino: si partiva proprio in questo modo con un assetto asimmetrico (anche se Zeman non utilizzava il Sistema Variabile di Gioco ma il nirmale Sistema di gioco 1/4/3/3 e quindi il modulo 4/3/3).