Secondo me una chiamata a tutte le componenti poteva essere una strategia di riavvicinamento almeno minima da parte della società, trovando un contesto e delle figure in grado di mediare: non certo, quindi, comunicatori come quelli degli Stati Generali, che giustamente organizzano il loro evento, ma persone di provata stima in grado di dialogare con i tifosi e ragionare, spiegare, costruire. Cragnotti avrebbe mandato uno Zoff, un Governato, un Velasco, una figura di queste.
Non so oggi chi potrebbe essere spendibile, ma la società non ci pensa nemmeno.
Legittimo, eh, ma così non si ottiene certo di abbassare il livello di tensione.
E mica dovevi parlare con i Bisignani, dovevi parlare alla piazza.
Invece vai per i cazzi tuoi. Ci sta, ma poi non ci lamentiamo se non ci danno atto di quello che di buono s'è fatto.
Una volta avresti potuto immaginare persone simbolo della Lazialità capaci di fare da ponte.
Un redivivo Maestrelli, un Governato o anche un Ugo Longo avrebbero avuto l'autorevolezza per sedersi in mezzo e provare a ricucire.
Ma la domanda è un'altra: oggi sarebbero considerati interlocutori credibili dalla società? E, soprattutto, starebbero davvero dalla parte di Lotito?
È questa, forse, la vera sconfitta di questa gestione.
Perché quando non esiste più nessuno ritenuto abbastanza autorevole da entrambe le parti per provare a ricucire, significa che il problema non è più la contestazione.
È la rottura del rapporto tra la società e una parte consistente del suo popolo.