Un'opinione, in quanto tale, è sacrosanta.
Ma nel calcio mondiale esistono un Prima di Sacchi e un Dopo Sacchi. Su questo non c'è discussione possibile.
Poi come tutti i Guru a un certo punto è stato preda del delirio di onnipotenza. Come quando andò da Berlusconi a dirgli, a proposito di Van Basten, "o io o lui" e Berlusconi lo liquidò con un "Arrivederci". O come quando, convinto che lo strepitoso rendimento della coppia Casiraghi-Zola in un Europeo fosse merito dei suoi dettami tattici, alla seconda partita si inventò un inedito Ravanelli-Chiesa: peccato di fronte ci fosse un certo Pavel Nedved...
Con Sacchi la Nazionale è arrivata ai rigori in un Mondiale nelle Americhe, nessuna europea aveva fatto tanto prima della Germania 2014. Un altro avrebbe vinto il torneo? Nessuno può dirlo. Di certo la sua epoca è terminata appunto con l'Europeo, quando i tanti che avevano seguito la sua strada cominciarono a fare meglio di lui.
Rimane un innovatore senza precedenti, che ha costretto addirittura il Board a rivedere le regole. Il calcio moderno inizia con lui.