Autore Topic: Cosa leggete ? (rubrica letteraria)  (Letto 95082 volte)

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Offline zorba

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Re:Cosa leggete ? (rubrica letteraria)
« Risposta #620 : Giovedì 9 Aprile 2026, 17:22:07 »
Là dove torneranno ad osare le aquile (e dal 26.05.2013, ci siamo andati un pò più vicino!!!!)

Offline Senad

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Re:Cosa leggete ? (rubrica letteraria)
« Risposta #621 : Venerdì 10 Aprile 2026, 11:07:43 »



Offline Senad

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Re:Cosa leggete ? (rubrica letteraria)
« Risposta #622 : Venerdì 10 Aprile 2026, 11:09:30 »



Offline rash

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Re:Cosa leggete ? (rubrica letteraria)
« Risposta #623 : Sabato 11 Aprile 2026, 00:38:22 »
però sarebbe più utile che oltre alla foto del libro(comunque gradita),
venissero messe due note di commento personali,
sarebbe più utile anche magari per invogliare alla lettura del libro stesso
spigni sfonna spara e ammazza ma nun sai 'ntigne er biscotto 'nde la tazza

Offline rash

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Re:Cosa leggete ? (rubrica letteraria)
« Risposta #624 : Sabato 11 Aprile 2026, 00:40:31 »
Spettacolare!
Letteratura working class scritta da una donna che ha una storia da raccontare di quelle toste, ma lo fa con un grande sense of humour, un ritmo infernale e un linguaggio sporco: qualcuno ha scomodato il vecchio Bukowski ma c'è una differenza di fondo: qua di Bohémien c'è poco, questa è lotta per la sopravvivenza. Traduzione sontuosa di Prunetti, che è un grande. Da leggere




ecco io queste tue note le ho trovate utili, e se lo trovo in formato digitale credo che lo prenderò
spigni sfonna spara e ammazza ma nun sai 'ntigne er biscotto 'nde la tazza

Offline Eagleman

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Re:Cosa leggete ? (rubrica letteraria)
« Risposta #625 : Domenica 12 Aprile 2026, 15:42:51 »
La mia recensione di "Quo Vadis?" di Henryk Sienkiewicz con spoiler.

Con questo romanzo si raggiunge un livello altissimo nell’ambito della narrativa storica, nonostante il libro sia meno conosciuto rispetto al film kolossal del 1951, ha fatto conquistare all’autore il Nobel per la Letteratura nel 1905 grazie ad una profonda conoscenza della storia e della civiltà romana antica. Partiamo subito con una doverosa premessa: mai come in questa storia la Roma imperiale sembra così vicina ai giorni nostri, questa mia affermazione deriva dal contesto socio-politico che caratterizzò quell’epoca, un’epoca in cui regnava l’instabilità, un’epoca in cui  la crudeltà, la megalomania, e la follia dell’Imperatore Nerone, che in realtà si chiamava Lucio Domizio Enobarbo, non consentivano a nessuno di potersi considerare al sicuro, nemmeno al nobile Petronio, uno degli uomini più vicini a Cesare e suo consigliere che per tutta la sua esistenza ebbe l’incredibile capacità di sapergli tenere testa con il suo modo di fare così arguto e raffinato che gli valsero il soprannome di “arbiter elegantiae” e che riusciva sempre a moderare gli eccessi e le stramberie dell’Imperatore matricida e uxoricida.

A fare da contraltare alla malvagità di “Barba di bronzo”, epiteto con il quale Petronio si riferisce segretamente a Nerone per via del colorito rossastro della sua barba, “Quo Vadis?” contiene la bontà, la mitezza e la purezza dei primi seguaci del Cristianesimo che cominciava ad espandersi sempre più insistentemente all’interno dell’Impero Romano e caratterizzato da valori quali l’amore verso il prossimo anche se nemico, la carità, il perdono, la fede nella vita ultraterrena dopo la morte. Di questa nuova religione ne sono portavoce e testimoni diretti Paolo di Tarso e l’Apostolo Pietro, entrambi giunti a Roma per predicare e diffondere il Verbo raccogliendo un numero di accoliti sempre maggiore durante le loro riunioni che si svolgono segretamente in luoghi come il Cimitero Ostriano. E’ dunque su questa contrapposizione tra: i vizi, le eccentricità, il lusso sfrenato, l’insanità mentale di Cesare e i precetti del nuovo culto che avrebbe in seguito conquistato il mondo, che si incentra l’opera di Sienkiewicz.

La storia segue le vicende di Marco Vinicio, giovane tribuno nipote di Petronio in quanto figlio di sua sorella, che in seguito ad una campagna militare contro i Parti, rientra a Roma e viene ospitato da Aulo Plauzio e da sua moglie Pomponia Grecina nella loro villa dove fa la conoscenza della loro figlia adottiva: Callina, una bellissima fanciulla che sceglie di farsi chiamare Licia, in quanto figlia del re del popolo dei Lici. Marco se ne innamora immediatamente e fa di tutto per poterla conquistare, chiede quindi aiuto a suo zio che escogita un piano per accontentarlo: la fa sottrarre ai genitori adottivi e condurla al palazzo imperiale in modo che dopo qualche tempo Nerone, con il quale Petronio si è già accordato, la possa cedere a Marco. Il piano fallisce perché durante uno dei soliti interminabili banchetti organizzati all’interno del Palatino, Licia, aiutata dal fedele servitore Ursus, uomo dalla forza e corporatura sovrumane, riesce a scappare dal Palazzo e a rifugiarsi presso la comunità cristiana di cui la fanciulla fa parte.
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"ROMA HA VISTO CADERE PAPI,IMPERATORI, RE...ALTRI TIRANNI CADRANNO, È SOLO QUESTIONE DI TEMPO"

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Offline Eagleman

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Re:Cosa leggete ? (rubrica letteraria)
« Risposta #626 : Domenica 12 Aprile 2026, 15:46:17 »
Continua nella seconda parte

Marco non si arrende nè dimentica la ragazza, cercandola in tutta la città e impiega ogni mezzo pur di trovarla rivolgendosi ad un cittadino greco: Chilone Chilotide, che gli era stato indicato come un uomo in grado di trovare chiunque dietro compenso. Ed effettivamente quest’ultimo che si professava tra le altre cose anche filosofo, mago, indovino e profeta, riesce ad individuare il nascondiglio di Licia. Appena saputa l’ubicazione del nascondiglio Marco, chiamato il forzuto Crotone, campione di lotta al suo servizio con il compito di uccidere Ursus, si reca insieme a Chilone alla ricerca della ragazza. Dapprima i tre assistono ad uno degli incontri presso l’Ostriano dei Cristiani (questo sarà il primo contatto del nobile romano con il nuovo culto dal quale rimarrà impressionato), una volta terminato l’incontro cercano di rapire Licia ma senza successo perché Ursus, nonostante la forza di Crotone, lo uccide e ferisce Marco, il quale, se non fosse stato per l’intervento di Licia sarebbe stato ammazzato. Le ferite del giovane patrizio vengono curate dai cristiani e Licia avendo pietà e compassione per lui comincia a provare dei sentimenti.

Al contempo in questa fase ha inizio la conversione al Cristianesimo di Marco; nonostante un carattere focoso, irascibile, poco incline al perdono, con il passare del tempo, spinto in questo senso dall’amore per Licia che da iniziale infatuazione e attrazione diventa un sentimento autentico d’amore e affetto sincero e disinteressato, il nobile romano impara ad apprezzare, sull’esempio della sua amata, la religione che ella professa. A rafforzare questo cambiamento interiore ci sono le parole e le testimonianze di Paolo di Tarso e dell’Apostolo Pietro, i quali riconoscendo il suo amore sincero per Callina ne benedicono l’unione in nome di Cristo. Purtroppo i due, che avevano in programma di unirsi in matrimonio con il parere favorevole dell’Imperatore Nerone,  vengono separati dal terribile incendio che devasta e distrugge  gran parte di Roma appiccato per volere dello stesso “Barba di bronzo” il quale sceglierà come capro espiatorio proprio i Cristiani sui quali addosserà ogni colpa dando inizio alle crudeli persecuzioni che culmineranno nel martirio dei fedeli seguaci di Cristo all’interno dell’arena nel corso dei grandi giochi organizzati da Cesare per placare il popolo dopo i tremendi fatti dell’incendio distruttore.

Durante le persecuzioni e i giochi perderanno la vita innumerevoli persone che professavano il nuovo culto, verranno uccisi gli stessi Paolo di Tarso e Pietro l’Apostolo, perderà la vita anche Chilone Chilotide che aveva tradito Marco Vinicio rivelando alle autorità dove si fosse nascosta Licia ma che negli ultimi giorni della sua vita si pente dei suoi peccati e si converte al Cristianesimo. I capitoli relativi all’incendio e alle persecuzioni sono i più crudi del libro, in particolare da essi si evince tutta la disperazione di Marco che farà di tutto pur di evitare a Licia le atrocità dei giochi e che possa essere vittima delle belve feroci che divoravano i Cristiani per il semplice divertimento della plebe, egli prega intensamente e dà fondo a tutte le sue risorse economiche per salvarla. Le sue preghiere vengono esaudite, infatti Ursus, anch’egli cristiano e devoto a Licia fin da quando era piccola, riesce a salvarla liberando la fanciulla che era stata crudelmente legata sul dorso di un uro, un bovino dalle dimensioni gigantesche con il quale conduce una terribile lotta al termine della quale Marco scende nell’arena per slegare la sua amata.

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Re:Cosa leggete ? (rubrica letteraria)
« Risposta #627 : Domenica 12 Aprile 2026, 15:48:08 »
Ultima parte

Il popolo romano decide di schierarsi dalla parte di Ursus e Marco, chiedendo a gran voce la grazia all’Imperatore, il quale nonostante fosse molto titubante, accetta poiché il volere del popolo era sacro. In tal modo i due giovani possono ricongiungersi dopo molte avversità e vivere insieme in Sicilia, dove Vinicio ha molti possedimenti e dove possono condurre una vita felice lontana dalla crudeltà di Nerone che tuttavia non risparmia Petronio che dopo essersi assicurato, dopo uno scambio di epistole, che il nipote conducesse una vita serena e senza preoccupazioni  si taglierà le vene dopo essere caduto in disgrazia agli occhi di Nerone che lo condanna a morte  per la sua posizione nei confronti del Cristianesimo spinto dall’avversario di sempre Tigellino, non prima di aver manifestato nell’ultimo sfarzoso banchetto tutto il suo profondo disprezzo per “Barba di bronzo” definendolo un buffone e un pessimo artista.
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Offline Frusta

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Re:Cosa leggete ? (rubrica letteraria)
« Risposta #628 : Martedì 14 Aprile 2026, 16:40:08 »

Quando lo finisci ti dispiace che sia finito.
Almeno per quelli della mia generazione che vedono il loro passato raccontato -benissimo- da un trentenne  di adesso.
Praticamente il pretesto di un povero dottorando sfigato, costretto da un barone sedicente ex brigatista a fare una ricerca di cui non gliene frega un cazzo, per dare una bella rivangata al 68 e ai primi anni settanta, quando quelli come me che avevano un monte ore con cui fare risicatissimamente i conti si trovavano a farli con quelli che glielo sputtanavano in nome di una società più libera, creativa, solidale, una scuola più democratica e contro una università tenuta per le palle da sussiegozi baroni occupatissimi a coltivare il loro piccolo feudo di dottoresse succhiacazzi, di assistenti leccaculo, di fornitori accondiscendenti e di ruffiani unicamente tesi a tenere a bada un popolo bue fatto di studenti che sognavano il “posto all’universita’” o “il posto nella scuola”, dispostissimi a lavorare gratis come coglioni per la fama del barone.
Rivoluzionari diventati poi baroni più voraci di quelli contro cui avevano recitato la parte dei rivoluzionari ed ora occupatissimi a coltivare il loro piccolo feudo di dottoresse succhiacazzi, di assistenti leccaculo, di fornitori accondiscendenti e di ruffiani che tengono a bada un popolo bue fatto di studenti che sognano il “posto all’universita’” o “il posto nella scuola”, e che lavoreranno gratis come coglioni per la fama del barone.
 :D Divertente, dai!
Lazio, ti amo con tutta la feniletilamina, l’ossitocina, la dopamina e la serotonina che mi circolano nel cervello, che rendono il mio pensiero poco logico e che mi procurano strane sensazioni in tutta l’anatomia e battiti sconclusionati nell’organo principale del mio apparato circolatorio.