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Appoggiate il boicot totale della Lazio come hanno diramato i gruppi organizzati?

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Autore Topic: Boicot sí o no  (Letto 11290 volte)

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Re:Boicot sí o no
« Risposta #520 : Venerdì 3 Luglio 2026, 12:12:28 »
Come detto, per questioni importanti il riscontro è stato squisito e concreto.

Però a me non va di contattare, che so, un Di Martino (si lo so che non c'è più) dicendo "portiamo allo stadio Aldo Eufemi" e magari sentirmi rispondere "e chi è?", perché poi vado facilmente in pressione e rispondo a modo, tipo "ma chi causio sei te".

Dirigessi un club, manterrei un canale di comunicazione con uno storico affidabile, per tutte queste faccende. Ci sono per ogni club appassionati maniaci che lo farebbero anche a titolo gratuito.

con me sfondi un portone aperto, ma non sempre devi aspettarti che la realtà ti offra che ne so un Rino Tommasi come responsabile della comunicazione (e tu sai che lo fu addetto ai rapporti con la stampa nella stagione 1968/69 sotto la presidenza Lenzini)  di una società di calcio.
Poi vorrei segnalare che questa sensibilità storico-calcistica da parte delle società in Italia tutta non è molto diffusa a differenza di altri paesi, come l'Inghilterra.
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Re:Boicot sí o no
« Risposta #521 : Venerdì 3 Luglio 2026, 12:39:08 »
Per queste cose dovremmo imparare tutto dagli inglesi.
Il rispetto per il club e la sua storia deve essere totale.
A partire dal tifoso.
Forza Gennaro

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Re:Boicot sí o no
« Risposta #522 : Venerdì 3 Luglio 2026, 12:41:30 »
Ma perché hai contattato i comunicatori e non la società?
(domanda senza malizia)

Quanto al Boksic che ci piglia, non cadere nell'autoreferenzialità anche tu.
Piuttosto entrerei nel merito del pezzo del Fatto Quotidiano.
Secondo me che sono ingenuo non è fattibile neanche volendo un esproprio della società da parte di certi soggetti che vengono dal casertano.
Probabilmente l'iban in questione è uno dei millemila risvolti dell'imprenditorialità curvarola, che ha i suoi addentellati, come ben si sa, non soltanto in casa laziale.
Questo potrebbe essere argomento interessante da sviscerare a proposito dell'appetibilità della serie A per soggetti di alto livello, vista la commistione supercomprovata di tutte le maggiori curve italiane con certe... realtà economiche opache, diciamo così.
Ndrangheta mafia camorra sacra corona e mafie e mafiette locali, si sa, vanno dove ci sono i piccioli.
Il calcio di piccioli ne smazza tanti... non solo nei club, pure in curva.

Insomma continuo a non pensare a una contestazione manovrata, piuttosto semmai cavalcata.
Il manovratore è il pescione grosso, semmai. Ma anche lui non ha dato un input, ha preso atto di una situazione.
Il malcontento è reale e tangibile. Esiste a prescindere.


"Sui profili social vicini al tifo organizzato"... ora spiegatemi questa espressione.

Un sicario che scrive su carta da...
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Re:Boicot sí o no
« Risposta #523 : Venerdì 3 Luglio 2026, 12:48:52 »
dov'è apparsa la comunicazione con l'iban?
Io l'ho vista... boh non mi ricordo, Lazionet? exTwitter?
Forza Gennaro

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Re:Boicot sí o no
« Risposta #524 : Venerdì 3 Luglio 2026, 12:58:23 »
Per queste cose dovremmo imparare tutto dagli inglesi.
Il rispetto per il club e la sua storia deve essere totale.
A partire dal tifoso.

coltivare la storia, l'appartenenza e anche un po' di customer care.
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Re:Boicot sí o no
« Risposta #525 : Venerdì 3 Luglio 2026, 13:09:37 »
Per queste cose dovremmo imparare tutto dagli inglesi.
Il rispetto per il club e la sua storia deve essere totale.

Cosa difficile se il punto di partenza è "La Lazio è i suoi tifosi. Senza, letteralmente, non esiste."
e ffforza lazzzio

Ai nostri giorni si può scegliere la propria religione, Hadouch, ma non la propria tribù. D. Pennac, La Prosivendola.

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Re:Boicot sí o no
« Risposta #526 : Venerdì 3 Luglio 2026, 13:31:05 »
Cosa difficile se il punto di partenza è "La Lazio è i suoi tifosi. Senza, letteralmente, non esiste."

Per l'idea che mi sono fatto io (potrei sbagliare, non vivendo in Inghilterra, anzi di sicuro bisognerebbe avere qualche testimonianza di prima mano) le società viziano i tifosi in ogni modo, ricambiate a suon di soldoni.
C'è però un rovescio della medaglia: lo stadio tenderebbe a selezionare il tifoso, mettendo ai margini il tifoso problematico (anche questione di prezzi).
Bisognerebbe poter fare un confronto con l'equivalente ultras locale, se esiste.
In Italia lo stadio resta zona franca. E questo crea situazioni al limite.
Inclusa economia circostante, di paninari bancarelle parcheggi eccetera.
Forza Gennaro

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Re:Boicot sí o no
« Risposta #527 : Venerdì 3 Luglio 2026, 13:46:26 »
In Inghilterra hanno fatto una guerra spietata agli ultrà dopo l'Heysel.
e ffforza lazzzio

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Online Fabio

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Re:Boicot sí o no
« Risposta #528 : Venerdì 3 Luglio 2026, 13:55:33 »
E' il momento,per l ennesima volta, di guardare la realtà per quella che è, senza cadere nella trappola di chi vuole a tutti i costi dividere l'ambiente. C'è una narrazione tossica che gira ancora, alimentata da chi è convinto che la Curva (che tra l'altro è stata persino assolta dalle accuse) vada "epurata" perché rea di governare e pilotare tutto il tifo organizzato, dai Distinti alla Tevere fino alla Monte Mario.
Ma la verità è un'altra, ed è molto più semplice: non c'è nessun burattinaio, non ci sono regie occulte. Quello che abbiamo visto ieri  da Milvio a Flaminio – che fossimo 10.000, 25.000 o 30.000 – non è il risultato di un "ordine dall'alto". Quello è il sentimento comune di un intero popolo. È la voce di chi ha ancora il coraggio di credere, di chi vuole solo poterla giocare con tutti, a testa alta, senza l'ansia e il patema di dover temere il Sassuolo o il Como di turno.
Non è difficile da comprendere, eppure c'è chi preferisce vendere deliranti fantasie pur di giustificare l'immobilità attuale. Ci scontriamo ogni giorno con una gestione societaria che a parole si riempie la bocca dicendo che "la Lazio ha una cazzo di storia", ma poi nei fatti ci tratta con l'atteggiamento del Marchese del Grillo: "Io sono io e voi non siete un cazzo".
È la stessa gestione che usa la retorica del "vi ho salvato da 550 milioni (o miliardi, a seconda di come si vuole drammatizzare la storia per fare la vittima)" solo per risponderci che prendiamo X perché è più forte di A, e che se osiamo protestare siamo solo degli "stronzi che si sfogano". Il tutto condito da una proprietà con una famiglia dichiaratamente romanista che dà quasi l'impressione di muoversi col freno a mano tirato, del tipo: "Col cazzo che vi provo a far vincere qualcosa a sti scemi che metta l'As Roma in svantaggio".
Davanti a questo scenario, la piazza di ieri dimostra che l'amore per la Lazio è trasversale. Non è una questione di curve o di fazioni: è la gente stufa di essere trattata da cliente di terza classe che rivendica il diritto di sognare( e poi arriva lui e conia il sogno responsabile.. ma coglione purciaro..)
E a chi tira in ballo il solito cliché dicendo che “dovremmo imparare dagli inglesi il rispetto per il club”, rispondo che forse l’Inghilterra la conosce solo per sentito dire. Se c’è una cosa che i tifosi inglesi insegnano da sempre, è che il rispetto per il club si dimostra proprio difendendolo da chi lo vuole calpestare: sono quelli che hanno fatto crollare la Superlega in 48 ore scendendo in piazza e che fanno terra bruciata ai presidenti-padroni che usano la maglia come un giocattolo privato. Per gli inglesi il club è della comunità, non di chi firma gli assegni.

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Re:Boicot sí o no
« Risposta #529 : Venerdì 3 Luglio 2026, 14:19:49 »
Cosa difficile se il punto di partenza è "La Lazio è i suoi tifosi. Senza, letteralmente, non esiste."

immagino tu contesti l'asserzione.
In Inghilterra hanno fatto una guerra spietata agli ultrà dopo l'Heysel.

Non si è mai capito perché non abbiano fatto una guerra spietata agli organizzatori della finale di Bruxelles del 1985.
L'holliganismo è rimasto sempre in vita, ovviamente tirato fuori dagli stadi dove, effettivamente, aveva raggiunto (in Inghilterra soprattutto), livelli non più sopportabili.
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Re:Boicot sí o no
« Risposta #530 : Venerdì 3 Luglio 2026, 14:33:19 »
Da noi il punto principale non è l'hooliganismo, che si riduce a scontri tra tifosi e tra tifosi e forze dell'ordine che hanno rotto er cà ma sono logiche conosciute.
Da noi c'è il problema, vedi soprattutto le questioni di Inter e Milan, dei legami con la malavita organizzata che entrano dritti nello stadio: questo mi pare un pericolo per il calcio completamente sottovalutato, o forse contrastato ma senza ricadute positive negli stadi. Anche la Lazio ha lunghe tradizioni di proselitismo politico ultradestrorso e ha avuto leader della curva con un complicato casellario. Cose che col calcio dovrebbero entrarci il meno possibile, ma inutile far finta che non ci siano. Detto questo un salto di qualità, fino a prendere in mano una società di alto livello, mi pare un passo enorme. Magari qualche megalomane l'ha anche vagheggiato in passato, ai tempi della cordata ungherese, ma sono cose difficili da mettere in piedi, confido nel sistema che si autoprotegge.
Difficile, comunque, che certi personaggi possano e vogliano sostenere certi investimenti.

 
Forza Gennaro

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Re:Boicot sí o no
« Risposta #531 : Venerdì 3 Luglio 2026, 14:52:16 »
Il calcio è un luogo "fantastico" che attrae interessi da molte, forse troppe parti. La tifoseria penetrata da ambienti malavitosi non è notizia di ieri, visto che far parte di un gruppo ultras ha sempre comportato questi rischi. Ma anche in tribuna i soggetti che arrivano allo stadio non sono proprio candidi e gli interessi che esprimono e praticano non sono sempre limpidi. Basterebbe dare un'occhiata al mondiale attualmente in corso per farsene una idea.

Quindi, sarei sempre prudente nello scatenare una guerra ideologica verso un settore particolare piuttosto che un altro. Se non altro per ragioni di equilibrio e per l'esigenza di comprendere meglio il fenomeno.

Può essere sufficiente immaginare che per la gran parte di noi il tifoso è quel ragazzo che sta nella sua cameretta a rimirare i suoi idoli sui poster.
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Re:Boicot sí o no
« Risposta #532 : Venerdì 3 Luglio 2026, 15:03:46 »
Io vorrei degli stadi perfettamente agibili, in tutti i sensi.
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Re:Boicot sí o no
« Risposta #533 : Venerdì 3 Luglio 2026, 15:32:07 »
Non si è mai capito perché non abbiano fatto una guerra spietata agli organizzatori della finale di Bruxelles del 1985.

Se ho capito bene l'intenzione degl organizzatori era di tenere separate le due tifoserie, ma molti juventini che non avevano trovato posto nella parte di tribuna assegnato agli juventini avevano comprato biglietti del settore vicino a quello degli inglesi. Il resto puoi leggerlo in questa pagina, da cui estraggo la parte relativa alle conseguenze penali.
 
Da https://it.wikipedia.org/wiki/Strage_dell'Heysel

Il processo penale
La colpa dell'incidente fu attribuita ai tifosi del Liverpool. Il 30 maggio l'osservatore ufficiale UEFA Gunter Schneider dichiarò: "Solo i tifosi del Liverpool erano responsabili. Su questo non c'è dubbio".[28] La UEFA, organizzatrice dell'evento, i proprietari dello stadio Heysel e la polizia belga furono indagati. Dopo un'indagine di 18 mesi, venne pubblicato il dossier del giudice belga Marina Coppieters. Esso concluse che la colpa sarebbe dovuta ricadere esclusivamente sui tifosi del Liverpool.[29]

La polizia britannica intraprese un'indagine approfondita per assicurare alla giustizia gli autori. Vennero esaminati circa 17 minuti di filmati e molte fotografie.

Trentaquattro persone furono arrestate e interrogate con 26 tifosi del Liverpool accusati di omicidio preterintenzionale, l'unico reato estradabile applicabile agli eventi dell'Heysel. Un'audizione di estradizione a Londra nel febbraio-marzo 1987 stabilì che tutti e 26 sarebbero stati estradati per essere processati in Belgio per la morte del tifoso della Juventus Mario Ronchi. Nel settembre 1987 furono estradati e formalmente accusati di omicidio preterintenzionale, accusa che si applicava a tutti i 39 decessi e ulteriori accuse di aggressione. Inizialmente, tutti furono trattenuti in una prigione belga, ma nei mesi successivi i giudici permisero il loro rilascio poiché l'inizio del processo fu ulteriormente ritardato.

Il processo iniziò nell'ottobre 1988, con anche tre belgi processati per il loro ruolo nel disastro: Albert Roosens, capo della Federcalcio belga, per aver consentito la vendita dei biglietti per la sezione dello stadio del Liverpool ai tifosi della Juventus, e due capi di polizia, Michel Kensier e Johann Mahieu, che erano incaricati della sorveglianza allo stadio quella notte. All'epoca due dei 26 tifosi del Liverpool erano in custodia in Gran Bretagna e in seguito furono processati. Nell'aprile del 1989, 14 tifosi furono condannati a tre anni, pene sospese per cinque anni, consentendo loro di tornare nel Regno Unito.[30] Dopo che i pubblici ministeri belgi fecero appello alle condanne in quanto troppo indulgenti, nella primavera del 1990 ebbe luogo un appello che aumentò le condanne di 11 tifosi (a quattro o cinque anni), con due condanne confermate e un'assoluzione.

La cassazione belga confermò infine nel 1991 le condanne a 4 anni di reclusione e 60 000 franchi per nove hooligan, e a 5 anni di reclusione per altri tre.[31] Furono confermate anche le condanne per l'ex segretario della Federcalcio belga Albert Roosens e per l'allora capo della polizia Johann Mahieu.[32]


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Re:Boicot sí o no
« Risposta #534 : Venerdì 3 Luglio 2026, 15:54:36 »
Invece penso che questo sia un punto fondamentale.
Tutte le battaglie oppure le desiderata di noi tifosi, non possono prescindere da questo assunto la Lazio e', nonostante tutto e tutti.
Se mi si prospettasse l'ipotesi per cui dovrei far naufragare la Lazio per liberarmi di Lotito, non ci penserei neanche un attimo a dire fermamente NO, nonostante quanto mi stia sulle palle Lotito presidente, la persona neanche la considero, nel 1600 i collegi inglesi lo avrebbero marchiato sui registri di classe SNOB, per dirti.


Jim, noi parliamo, litighiamo, gioiamo per la Lazio perché essa è autenticamente un "bene collettivo".

Nessuno porrà mai quel genere di alternativa al tifoso e, se proprio devono, le cose succederanno perché c'è chi le farà succedere.
Ma io non lo cercherei mai tra i tifosi.



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Re:Boicot sí o no
« Risposta #535 : Venerdì 3 Luglio 2026, 17:07:54 »
Ora, secondo voi, ascoltato il terribile monito di Francesco Rocca, accertereste di perdere il seggio di senatore o di vendere di corsa la Lazio? Considerato anche l'acquisto della Reggina e quindi il rilancio della strategia di "sinergie" tra club di sua proprietà?

Io sinceramente sarei arrabbiato perché un politico è venuto a mettere il cappello sulla manifestazione con chiari scopi elettorali.

Ma c'è chi preferisce segnare punti sulla lavagna, senza però capire che la sommatoria di punti a caso dà inevitabilmente zero. E infatti da tutti 'sti punti non è ancora scaturito un beneamato nulla.

Della manifestazione si prende atto e la manifestazione ha il suo valore e il suo peso. Le sponsorizzazioni invece le valuterei con molta cautela.

Allora vedi che vieni ai nostri discorsi  ?
La gestione della Lazio è diventato un caso politico, che può essere usato per chiari scopi elettorali.
"A noi la qualità cià rotto il cazzo.
VIVA LA MERDA!"

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Re:Boicot sí o no
« Risposta #536 : Venerdì 3 Luglio 2026, 17:46:15 »
Se ho capito bene l'intenzione degl organizzatori era di tenere separate le due tifoserie, ma molti juventini che non avevano trovato posto nella parte di tribuna assegnato agli juventini avevano comprato biglietti del settore vicino a quello degli inglesi. Il resto puoi leggerlo in questa pagina, da cui estraggo la parte relativa alle conseguenze penali.
 
Da https://it.wikipedia.org/wiki/Strage_dell'Heysel

Il processo penale
(…)



Grazie per questo contributo tratto da Wikipedia dove si ricostruiscono una serie di cose.
I processi portarono a condanne piuttosto lievi (5 anni dopo la Cassazione) con il coinvolgimento non soltanto degli hoolingans inglesi ma anche di tre cittadini belgi come il capo della Federcalcio e due capi della polizia. Ho ancora molto vivo il ricordo di quanto si vide in televisione che trasmise in Eurovisione i ripetuti incidenti che avvennero dopo il disastro.
Come ricorderete, il collegamento iniziò all’ora prevista (20.30) ma subito fu data la notizia del disastro che era avvenuto una mezz’ora prima della partita se non erro e quindi la televisione in diretta trasmetteva le immagini della grande confusione nello stadio e i minuti che passavano senza che nessuno fosse in grado di capire cosa fare. Annullare la partita oppure giocarla? Nel primo caso il timore era quello di dare la stura a violenze diffuse nello stadio ed in città. Nel secondo caso ci sarebbe stato lo scandalo di giocare una partita di calcio di fronte a 39 cadaveri. Sapete tutti che questa decisione fu caldeggiata da De Michelis, ministro in carica, presente in tribuna che partecipo a un vertice improvvisato in tribuna con i capi dell’UEFA e autorità del governo belga, inglese e italiano.
SI optò per la seconda scelta correndo il rischio di consumare una vergogna, che raggiunse poi l’apice con la premiazione e il giro di campo (alcuni giocatori dissero facendo spallucce che dovevano giocare la finale). Ricordo le polemiche infuocate che si scatenarono su questi dettagli.
Ad un certo punto, prima della partita – lo ripeto – ci furono cariche, in diretta TV, degli ultras juventini contro gli inglesi, con scontri generalizzati in campo. Una scena che evidenziava come ormai la situazione fosse sfuggita di mano.
E in tutto questo la colpa fu soltanto di 25 tifosi inglesi?
Ricorderai anche che nella curva dove avvenne il disastro, le due tifoserie erano divise da una rete di pollaio e il disastro avvenne perché alcuni inglesi entrarono nel settore juventino causando il panico il che in questi casi produce il disastro, anzi la mattanza, con l’onda della folla che se parte on la riprendi più.
Da quel giorno si svilupparono tecniche di costruzione e organizzazione degli stadi e della gestione dei grandi eventi che hanno azzerato quei rischi. Da quel giorno il calcio inglese uscì umiliato con 5 anni di squalifica di tutte le squadre di club. Poi arrivò la Thatcher che rivoluzionò il calcio portando al tanto osannato modello degli stadi di proprietà e degli steward. Ma questa è un’altra storia.
In ogni caso, vedere la polizia belga cercare di rintuzzare le cariche dei tifosi in maniera maldestra faceva rabbia, mentre era evidente come l’Heysel (che fu poi ricostruito e quindi anche demolito) era assolutamente inadatto.
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Offline Boksic

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Re:Boicot sí o no
« Risposta #537 : Venerdì 3 Luglio 2026, 18:21:39 »
Ma perché hai contattato i comunicatori e non la società?
(domanda senza malizia)

Quanto al Boksic che ci piglia, non cadere nell'autoreferenzialità anche tu.
Piuttosto entrerei nel merito del pezzo del Fatto Quotidiano.
Secondo me che sono ingenuo non è fattibile neanche volendo un esproprio della società da parte di certi soggetti che vengono dal casertano.
Probabilmente l'iban in questione è uno dei millemila risvolti dell'imprenditorialità curvarola, che ha i suoi addentellati, come ben si sa, non soltanto in casa laziale.
Questo potrebbe essere argomento interessante da sviscerare a proposito dell'appetibilità della serie A per soggetti di alto livello, vista la commistione supercomprovata di tutte le maggiori curve italiane con certe... realtà economiche opache, diciamo così.
Ndrangheta mafia camorra sacra corona e mafie e mafiette locali, si sa, vanno dove ci sono i piccioli.
Il calcio di piccioli ne smazza tanti... non solo nei club, pure in curva.

Insomma continuo a non pensare a una contestazione manovrata, piuttosto semmai cavalcata.
Il manovratore è il pescione grosso, semmai. Ma anche lui non ha dato un input, ha preso atto di una situazione.
Il malcontento è reale e tangibile. Esiste a prescindere.

Ci sono diversi scenari possibili, nessuno dei quali mi convince pienamente.

1) Contestazione mirata ad ottenere determinati privilegi. Non ho riscontri di soluzione di continuità nei rapporti società-curva, dopo l'armistizio dell'estate 2016. In ogni caso, mi sembra abnorme la sproporzione tra mezzi e obiettivi;

2) Contestazione "pura" per "amore della Lazio". Anche qui, troppo grande la sproporzione tra casus belli e mezzi impiegati. Contro una serie di piazzamenti deludenti e qualche esternazione fuori luogo, anche considerando prospettive non lusinghiere per il futuro, non si impiega TUTTO l'arsenale a disposizione, col rischio di rimanere in mutande se qualche evento ribalta lo scenario;

3) Contestazione mirata a un cambio di proprietà. Se viene fatta senza la certezza che ci sia qualcuno pronto a subentrare a Lotito, è follia pura, vedi punto 2;

4) Contestazione per raccogliere il "grido del popolo" e non esserne scavalcati. Mah, ci credo poco perché la curva ha sempre guidato gli umori delle masse e, come detto spesse volte, è l'unico vero comunicatore del mondo Lazio. E comunque, vedi ancora punto 2, anche in questo caso il dispiegamento di armi appare sproporzionato.
Chi danneggia la Lazio o invita a farlo è un infame romanista fracico.

Offline Boksic

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Re:Boicot sí o no
« Risposta #538 : Venerdì 3 Luglio 2026, 18:39:22 »
Allora vedi che vieni ai nostri discorsi  ?
La gestione della Lazio è diventato un caso politico, che può essere usato per chiari scopi elettorali.

Sì ma come elemento passivo, non attivo.

A Rocca mancava l'apetto con l'altoparlante sopra, per capirci.
Chi danneggia la Lazio o invita a farlo è un infame romanista fracico.

Offline contevlad

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Re:Boicot sí o no
« Risposta #539 : Venerdì 3 Luglio 2026, 19:33:12 »
Ci sono diversi scenari possibili, nessuno dei quali mi convince pienamente.

1) Contestazione mirata ad ottenere determinati privilegi. Non ho riscontri di soluzione di continuità nei rapporti società-curva, dopo l'armistizio dell'estate 2016. In ogni caso, mi sembra abnorme la sproporzione tra mezzi e obiettivi;

2) Contestazione "pura" per "amore della Lazio". Anche qui, troppo grande la sproporzione tra casus belli e mezzi impiegati. Contro una serie di piazzamenti deludenti e qualche esternazione fuori luogo, anche considerando prospettive non lusinghiere per il futuro, non si impiega TUTTO l'arsenale a disposizione, col rischio di rimanere in mutande se qualche evento ribalta lo scenario;

3) Contestazione mirata a un cambio di proprietà. Se viene fatta senza la certezza che ci sia qualcuno pronto a subentrare a Lotito, è follia pura, vedi punto 2;

4) Contestazione per raccogliere il "grido del popolo" e non esserne scavalcati. Mah, ci credo poco perché la curva ha sempre guidato gli umori delle masse e, come detto spesse volte, è l'unico vero comunicatore del mondo Lazio. E comunque, vedi ancora punto 2, anche in questo caso il dispiegamento di armi appare sproporzionato.

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